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In Primo Piano, Politica Locale

Comunicato di presentazione lista Montesarchio 2018

È stata resa nota ieri, 27 aprile, nella sede del comitato elettorale, in Piazza Pagnozzi a Montesarchio, la lista dei candidati per il rinnovo del Consiglio comunale a sostegno di Giuseppe Cecere sindaco.

A prendere la parola, il primo cittadino uscente, Antonio Izzo e lo stesso Cecere. Izzo ha presentato un resoconto dell’attività amministrativa degli ultimi 10 anni: “Una scelta di rottura rispetto al passato, rispetto a quando l’Ente non era percepito come un servizio al cittadino. Abbiamo rivoluzionato la mentalità e oggi il Comune è la prima azienda del territorio. La nostra comunità – ha proseguito Izzo – ha passione e volontà per scommettere e sono certo che darà fiducia a Giuseppe Cecere per proseguire nel progetto, tanto che la lista si chiama Montesarchio 2018. Oggi più che mai è il momento di mettere a frutto le risorse.

Questa città non può più essere rappresentata dalle solite tre famiglie, Damiano, Striani e Mataluni, in versione aggiornata. Io avrei qualche dubbio ad essere rappresentato da queste persone. Intanto li invito a presentare i loro curricula. Giuseppe Cecere lo farà, perché è l’uomo del popolo”.

Il primo cittadino uscente si è poi espresso sulla vicenda urbanistica: “Non vedo la presenza dei sindacati, né locali, né provinciali e mi sorge il dubbio che in un momento di debolezza qualcuno possa strumentalizzare facilmente la situazione e le persone”. Poi, la proposta: “Decidiamo in che modo risolvere il problema, ma facciamolo prima del termine di questa consiliatura, a patto che si risolva tutto nell’alveo della legalità e che si ponga fine alle provocazioni”.

Passando la parola al candidato sindaco, Giuseppe Cecere, Izzo lo ha definito “uomo di pace che ha a cuore le sorti dei lavoratori“.

“Fieri della nostra trasparenza”, così Cecere si è presentato alla platea con la sua squadra. “Occorre – ha detto – superare la partigianeria locale ed essere tifosi di Montesarchio per il bene di tutti. Il mio nome – ha precisato – non è stato imposto da nessuno, ma scelto da un gruppo di amministratori coesi. Mi rendo conto di non essere un goleador, ma sono un centrocampista capace di lavorare e fare sintesi. Comincerò da subito – ha assicurato Cecere – con il mio impegno quotidiano, affinché la campagna elettorale sia improntata alla serenità e alla gioia. Solo così il sogno potrà diventare realtà”.

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Manifesto del 20-11-2011

Concittadini,

la crisi che sta attanagliando l’Italia non ha risparmiato il nostro Comune con effetti doppiamente negativi: all’impoverimento delle famiglie ed alla necessità di più sostenute politiche di welfare fa da contraltare un consistente taglio di risorse finanziarie ai Comuni ed il divieto di spendere ed investire per rispettare il Patto di Stabilità.

Per noi questi vincoli e divieti sono particolarmente ingiusti e dolorosi giacchè il Comune di Montesarchio, che negli ultimi anni è stato inserito dal Ministero dell’Economia fra i Comuni “VIRTUOSI “, è posto nella impossibilità di spendere e realizzare compiutamente tutte le cose e le iniziative che erano comprese nel Programma elettorale della maggioranza.

E’ vero che molto è stato realizzato, ma è pur vero che si potrebbe porre mano, con le sole capacità economiche del Comune, alla sistemazione delle strade, alla sistemazione delle reti vetuste degli acquedotti e delle fogne, al sostegno maggiore delle famiglie in difficoltà.

Noi ci stiamo sforzando per fare in modo che l’anno 2012 possa comportare, per il nostro Comune che ha tutti i requisiti previsti dalla legge, l’azzeramento dei vincoli del Patto di Stabilità con conseguente possibilità di porre mano a tutti gli interventi urgenti e di sviluppo che la maggioranza vuole fermamente attuare e che i cittadini stanno aspettando.

E’ per questo che ritengo giusto, trasparente ed opportuno rendere noti i risultati finanziari più significativi che si sono registrati nel periodo che mi ha visto direttamente impegnato nella gestione del comune di Montesarchio.

Il mio primo mandato, iniziato a metà 2003, eredita un ente con scarsa capacità di conseguire entrate, con aliquote di tasse ed imposte molto alte per l’epoca, scarsamente capace di recuperare elusione ed evasione, con un avanzo di gestione irrisorio e perennemente indebitato con la banca tesoriera a cui pagava somme ragguardevoli di interessi passivi. Eredita, altresì, un ente con un immenso volume di contenzioso (soprattutto per espropri) e con debiti fuori bilancio che rischiano di mandare in dissesto il Comune.

L’operazione di risanamento, l’imparzialità dell’azione amministrativa e la spinta perenne a maggiore produttività degli uffici, nonostante il taglio permanente e sempre più cospicuo di fondi da parte dello Stato, i vincoli del patto di stabilità, le sempre maggiori competenze e funzioni affidate ai comuni, hanno comportato non solo l’autosufficienza delle casse del comune ma una gestione sempre in attivo che si è chiusa, nel 2010, con 2.490.006,69 euro di avanzo, senza avere mai aumentato le tasse -anzi, avendole diminuite-, avendo recuperato gran parte dell’evasione, senza avere mai fatto ricorso, dal 2006 in poi, ad anticipazioni da parte delle banche.

I fitti passivi sono stati tutti eliminati, non c’è alcuno spreco (automobili di rappresentanza o telefonini), gli immobili comunali fittati a corrispettivi irrisori sono stati venduti a prezzi di tutto rispetto con procedure pubbliche e competitive e tramutati in servizi ed opere pubbliche, gli oneri di urbanizzazione sono pagati da tutti e, se non puntuali, sono addizionati di sanzioni ed interessi.
E questo nonostante i fondi che ci trasferisce lo Stato siano passati da quasi 3 milioni di euro del 2002 ad 1.800.000,00 euro del 2011, nonostante la regione non finanzi più nulla e tagli tutti i contributi che prima erogava per servizi di carattere sociale (borse di studio, fitti, diritto allo studio, 328), nonostante i circa 2.500.000,00 di euro che abbiamo dovuto pagare per debiti contratti dalle passate gestioni.

Resta l’unica amarezza che i fondi che sono in cassa, che potrebbero e dovrebbero tramutarsi in opere di civiltà (fogne e reti idriche vecchie e mai adeguate o manutenute in passato) non possono essere utilizzati perchè lo Stato ce lo vieta in quanto i comuni, con i loro risparmi e con la sana gestione, devono concorrere a ridurre il debito dello Stato Italiano.

Così stanno i fatti, ed anche se il corretto e sano comportamento amministrativo non potrà cambiarli, ho ritenuto giusto informarvi, schematizzando con l’aiuto degli uffici, dell’andamento finanziario durante la mia non conclusa gestione.

Spero di avervi fatto cosa gradita.

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